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Scoperta una sostanza che agisce come uno scudo anti

Provoca una morte su 10 nel MondoScoperta la proteina che predice l’aggravarsi della SlaAlzheimer, scoperto il meccanismo all’origine della malattia. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo a punto una sostanza in grado di ‘inibire’ il virus. Perlomeno nelle scimmie. Gli studiosi americani del Scripps Research Institute, in California, hanno modificato il Dna delle scimmie, in modo da creare una specie di ‘scudo’ contro l’Hiv. La sperimentazione sulle cavie da laboratorio, durata diversi mesi, ha dato risultati incoraggianti. Secondo quanto scrive oggi la rivista scientifica Nature, si aprono nuove prospettive per l’individuazione di una terapia per l’uomo. “Abbiamo sviluppato un inibitore molto potente e ad ampio spettro” che agisce contro l’Hiv 1, il principale tipo di virus presente nel mondo e responsabile dell’Aids, ha spiegato il professor Michael Farzan, a capo della ricerca woolrich parka sito ufficiale.

Lo ‘scudo’ che protegge gli animali. La sperimentazione durata 34 settimane e le scimmie non si sono ammalate dopo che stato loro iniettata la versione del virus che provoca la malattia woolrich parka sito ufficiale. “Riusciamo a indicare un modo per ottenere una protezione per gli animali. E’ una specie di ‘vaccino di lunga vita’ che risulta efficace”, ha spiegato Farzan, che lavora presso lo Scripps Research Institute. Il prototipo di farmaco, l’ecd4 ig, si dimostrato particolarmente efficace sulla variante del virus che colpisce le scimmie woolrich parka sito ufficiale. Le cavie della sperimentazione sono riusciti a evitare il contagio, nonostante la ripetuta esposizione al virus. L’ecd4 ig comprende due imitazioni dei recettori ai quali si lega l’hiv sulle cellule killer Cd4, uno dei principali bastioni di difesa messi in campo dal sistema immunitario. Secondo Farzan, il farmaco ha fornito alle scimmie una “protezione fortissima”. Ulteriori ricerche, che saranno rese pubbliche la prossima settimana in una conferenza a Seattle, dimostrano secondo Farzan che gli animali trattati “continuano a essere protetti anche dopo l’inoculazione da otto a sedici volte della dose infettiva, fino a un anno dall’assunzione” woolrich parka sito ufficiale.

Gli studi per un vaccino. Le ricerche per un vaccino sono state, finora, uno dei capitoli pi frustranti della battaglia contro l’Aids. I vaccini sperimentali basati sugli anticorpi hanno dimostrato di essere poco efficaci, anche a causa della capacit di mutazione del virus. Esistono per alcuni studi che hanno dato risultati positivi. Lo scorso settembre gli studiosi della Oregon Health and Science University hanno sperimentato un vaccino in scimmie con Siv (Simian Immunodeficiency Virus), l’equivalente dell’Hiv umano, e sono riusciti a eradicare completamente il virus. La nuova formula, va a colpire la cosiddette proteine d’ingresso del virus env, che hanno la caratteristica di non essere particolarmente capaci di mutazioni. I primi test di laboratorio avrebbero dimostrato inoltre che il farmaco agisce in modo positivo anche sull’hiv umano, che molto simile a quello delle scimmie. “Naturalmente ha precisato Ferzan abbiamo bisogno ancora di ulteriori studi di sicurezza sia nelle scimmie i che negli umani”.

Allarme a Cuba per un ceppo aggressivo. Intanto un nuovo ceppo del virus hiv, pi ‘aggressivo’ e meno facile da diagnosticare stato segnalato a Cuba, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica EBioMedecine e realizzato da una di ricercatori dell’universit di Lovanio in Belgio e dell’Istituto di medicina tropicale Pedro Kouri a L’Avana. Il nuovo ceppo il pi virulento rispetto ai 30 tipo fino ad oggi identificati e innescherebbe nelle persone infettate una carica virale pi elevata, con maggiori rischi di sviluppare rapidamente l’Aids woolrich parka sito ufficiale. I ricercatori hanno studiato 95 persone colpite da questo ceppo in grado di portare alla malattia in solo tre anni dopo l’infezione, mentre con gli altri tipi del virus si va dai 6 ai 10 anni. E secondo gli studiosi molte persone abbiano sviluppato la malattia prima di rendersi conto di essere sieropositivi. Anche perch la comunit scientifica teme che si tratti di un ceppo pi difficile da diagnosticare e pi resistente alle terapie oggi a disposizione.

I dati. Dal

1981 circa 78 milioni di persone sono state infettate dal virus dell’immunodeficienza umano, che distrugge le cellule immunitarie lasciando il corpo esposto a patologie opportunistiche come la tubercolosi e la polmonite. Trentanove milioni di persone sono morte, secondo le stime Onu. I farmaci antiretrovirali, inventati a met degli anni ’90, permettono di tenere sotto controllo l’infezione, ma non possono n eliminare il virus n prevenire il contagio.